Gianfranco Fini a Sant’Antimo

Novembre 29, 2007 on 1:57 pm | In Alleanza Nazionale, Fini | 2 Comments

Per noi aversani è un’occasione da non perdere!
Sabato 1° Dicembre alle ore 16,30 Gianfranco Fini sarà nella vicina Sant’Antimo per portare la solidarietà e la vicinanza di Alleanza Nazionale a Francesco Gaito, il tabaccaio di 47 anni ucciso dai rapinatori l’8 ottobre nella cittadina a nord di Napoli.

Nell’occasione ci sarà l’inaugurazione del Circolo di Alleanza Nazionale, in via Mazzini 20
Azione Giovani Aversa sarà presente!
PS: per il programma della 2° Conferenza programmatica regionale di AN, clicca qui
!

Lucariello e di Martino sullo sciopero di domani

Novembre 27, 2007 on 5:43 pm | In AG Aversa | 3 Comments

“L’avevamo detto che presto gli studenti si sarebbero stancati. Così è stato!”, sono queste le dure parole di Giuseppe Lucariello, Presidente della Consulta degli studenti di Caserta, che continua: ”questa è la risposta civile all’inciviltà delle istituzioni che hanno abbandonato noi studenti. Domani tutti i ragazzi delle scuole cittadine sfileranno in un corteo unito contro il problema dei rifiuti ma soprattutto contro l’assoluta non curanza dei responsabili. Faccio i miei più sentiti complimenti agli organizzatori del corteo, sperando che tutto si svolga nel rispetto dei valori della legalità”.
Dopo le parole del vice presidente cittadino di Azione Giovani, gli fanno eco le dichiarazioni del leader normanno di Azione studentesca, Rolando di Martino: ”questa è la vittoria di tutti gli studenti aversani che dimostrano ormai di aver preso coscienza della gravità di quello che sta accadendo; soprattutto si sono resi conto che non possono pagare le negligenze di chi ha ucciso il nostro territorio. Azione Studentesca Aversa appoggia il corteo: si parla tanto di partito unico, ma questo è il vero partito unico degli studenti! Quello che si muove nell’interesse di tutti”.
Entrambi sottoscrivono l’iniziativa della raccolta firme circolata tra gli istituti aversani in questi giorni: ”un grande risultato, che sottolinea la bontà delle intenzioni di noi studenti”, afferma Lucariello, mentre di Martino conclude: ”si aspettano ancora i risultati ufficiali, ma già da adesso ho la certezza che il responso sarà più che soddisfacente”.
Vicinanza alle istanze degli studenti aversani è stata espressa anche dal Consigliere comunale Gianmario Mariniello, che a breve presenterà un “progetto per combattere l’emergenza tumorale che affligge la nostra Terra. I ragazzi non si limitino alla sola protesta. Dobbiamo indicare una soluzione, pena il nostro futuro. E la soluzione resta il ciclo integrato dei rifiuti che la Regione non è mai riuscita a realizzare”.

Il Sessantotto visto da destra

Novembre 26, 2007 on 11:57 am | In Azione Giovani | 7 Comments

di Giorgia Meloni
In molti sostengono che proprio noi stiamo pagando lo scotto di quella stagione e ritengo debba essere proprio questo il punto di partenza della mia trattazione. A fronte del grande dibattito che si è aperto in questi ultimi mesi sull’egemonia culturale “sessantottina”, credo sia necessario destrutturare alcuni concetti considerati immutabili e incontestabili, alcuni presunti valori filtrati attraverso i quarant’anni trascorsi da allora. Per poter poi riconoscere senza pregiudizi al “movimento” eventuali tratti positivi nella politica, nella cultura o nella società in genere. Occorre saper discernere ed operare una prima distinzione fondamentale: come il ‘68 nasce e cosa il ’68 è diventato successivamente, ovvero tra quello che è stato e ciò che sarebbe potuto essere. Andando a ripercorrere tanti esempi, numerosi aneddoti che ci sono stati raccontati e tramandati, riaffiora un elemento trascurato dalle cronache politiche di questi anni: la matrice generazionale del ’68. Il ‘68 nasce come rivolta generazionale, ovvero ai suoi albori si presenta come un movimento nel quale si riconosce una intera classe giovanile, in ragione di alcune richieste mosse alla società, indipendentemente del credo di provenienza e indipendentemente dall’appartenenza politica. Proviamo a discutere del contesto storico.
Ci troviamo in un momento delicato: sono passati vent’anni dalla fine della seconda guerra mondiale. In Italia e non solo, aleggia una certa cupezza determinata e consistente, vi è una certa difficoltà di vita dopo il boom economico di pochi anni prima, ma è davvero forte la voglia di una generazione di riappropriarsi del proprio futuro, rivolgendo domande alla società contemporanea, con la pretesa di ricevere delle risposte. Roba concreta non ancora viziata dalle ideologie. Per rendersi conto della veridicità di questa ricostruzione appena illustrata è sufficiente soffermarsi sulla storia dell’ambiente dal quale provengo, la destra giovanile in Italia. Chiunque abbia una buona conoscenza delle cronache del ‘68, ricorderà la famosa vicenda del servizio d’ordine del Movimento Sociale Italiano che entra nell’Università La Sapienza di Roma per sgomberare violentemente i ragazzi che avevano occupato la facoltà di lettere. Ciò che spesso non si sa, o meglio quello che spesso non si racconta, è che mentre il servizio d’ordine del Movimento Sociale Italiano, capitanato da Giorgio Almirante e altri parlamentari del partito, entrava per togliere l’occupazione all’interno della facoltà, c’era una parte del movimento giovanile dell’allora Msi, in particolare il FUAN-Caravella, che stava occupando la facoltà di legge in sinergia con il resto del “movimento”.
E’ lì dunque che si consuma una delle più grandi contraddizioni che da sempre hanno albergato nella storia della destra, in particolare nel rapporto tra la destra giovanile e il partito. Ci troviamo di fronte ad una destra “legge e ordine” e ad una destra “rivoluzionaria”. Rivoluzionaria nella creatività usata per definirsi, nella scelta dei propri riferimenti culturali e nell’abbandono di una certa retorica. Gli influssi di questa impostazione attraverseranno i decenni come dimostra un famoso manifesto di Fare Fronte sul finire degli anni ‘80: “tutti gli uomini di valore sono fratelli”, con immagini di Che Guevara e Pasolini accanto ad Ezra Pound ed Ernst Junger. Insomma, tante letture sono state fatte ma è quella la prima grande dimostrazione di un conflitto destinato ad aprirsi pochi anni dopo e che in quel momento ebbe una prima drammatica rappresentazione.
Si potrebbe poi ricordare, per rafforzare la tesi del ‘68 che nasce come rivolta generazionale, anche la partecipazione del movimento studentesco cattolico. Eppure, questa ribellione giovanile orizzontale e trasversale si trasformerà ben presto in una furente battaglia ideologica. E spesso fisica, purtroppo. A determinarla concorsero una serie di interessi convergenti, tra cui quelli del Partito Comunista e del Movimento Sociale Italiano, ovvero di quei partiti che storicamente vantavano un ascendente importante sui giovani, tale da garantire loro una massiccia adesione in ragione di una rigida appartenenza ideologica. Sono loro, per primi, ad aver visto con preoccupazione quel movimento nascente, un modo nuovo di partecipare e di esserci.
A questi partiti se ne aggiunsero ben presto anche altri, consapevoli del vantaggio di una feroce contrapposizione generazionale. In questa saldatura, probabilmente, ritroviamo la prima degenerazione del ’68. Fu un grave errore l’occupazione ideologica di quel movimento, in grado di cancellare la sua origine naturale e di pregiudicare irrimediabilmente la sua storia futura. Resta un grande rammarico, perché alla luce di tutto questo abbiamo la certezza che il ’68 sarebbe potuto essere qualcosa di diverso da ciò che è stato. Per capirlo, basta mettere a confronto le foto di quegli anni. Ricordo un film documentario molto bello di Adalberto Baldoni, proprio sul ’68, con un’intervista a Francesco Guccini. L’autore della famosa canzone “eskimo” raccontava: “Io all’inizio andavo a manifestare in giacca e cravatta”. Ed è vero, basta guardare le prime foto del ’68: fanno quasi tenerezza tutti quei ragazzi ben vestiti, eleganti, che rivendicano il loro sacrosanto diritto allo studio. Ma guardando le ultime foto, l’epilogo di quella stagione, si vedono solo giovani dallo sguardo disperato, con l’eskimo addosso, un po’ abbruttiti, un po’ più arrabbiati, che manifestano per il diritto a non studiare. Quella che era una rivolta per il diritto allo studio, divenne una rivolta per il diritto al ‘6 politico’. Come in questo caso sono tante tra le migliori intuizioni del ‘68, quelle che hanno completamente deragliato dai propri legittimi intenti. Sono poche invece le riforme nate allora che hanno consentito un rinnovamento sociale e civile delle nostre istituzioni.
Un’altra contraddizione del ’68. Esso non nasce in Italia, ma negli Stati Uniti e muove i primi passi grazie alla rivolta pacifista contro la guerra nel Vietnam. Nasce quindi come movimento che recepisce le istanze del pacifismo, eppure finisce per diventare un movimento che giustifica l’ingresso dei carri armati sovietici durante la primavera di Praga. Ed è lì che si consumò una delle tragedie più grandi di quel movimento, del Partito Comunista, oltre che di un numero importante di piccoli grandi eroi cecoslovacchi.
Restano aperte due questioni: che cosa noi non possiamo perdonare a quegli anni e ad una classe dirigente formatasi in quella esperienza? Che cosa ha trasformato la generazione che voleva la fantasia al potere nella generazione che ha messo il conformismo al potere?
Ho provato a rispondere, ma voglio approfondire l’analisi. Sono i retaggi culturali provenienti dal ’68 che non possiamo accettare. L’annullamento del merito, innanzitutto. Qualche tempo fa sono stata ad un dibattito dei giovani di Confindustria. Il titolo della mia sessione era: “L’Uomo al Centro dell’Impresa - Dall’uguaglianza al Merito”. Ricordo che questa cosa mi ha fatto molto riflettere, perché la contrapposizione tra i due termini in teoria non dovrebbe esistere, ovvero il termine ‘uguaglianza’ non è un vocabolo che si possa contrapporre al ‘merito’. Si tratta di un concetto presente fin dagli albori della nostra civiltà; esisteva nella civiltà greca, esisteva a Sparta. Beh, per chi non avesse letto qualche libro sulla battaglia delle Termopili: i guerrieri di Sparta si chiamavano ‘Uguali’. D’altra parte l’uguaglianza è un elemento centrale nella persona per la dottrina cristiana, ovvero per noi lo è da sempre. Eppure, ad un certo punto in poi questo termine è diventato qualcosa di diverso. Si è tramutato in “egualitarismo”. l’uguaglianza non è più condizione di base per l’accesso al merito e pari opportunità, indispensabile affinché ognuno possa misurarsi sul terreno della meritocrazia, ma diventa contrapposizione al merito, livellamento verso il basso.
Questo è ciò che in assoluto ha causato i maggiori disastri alla nostra società negli ultimi quarant’anni. Questo è l’elemento centrale che di fatto impedisce ancora oggi che in Italia si verifichi quella “rivoluzione del merito” di cui si è fatto carico Nicolas Sarkozy in Francia. “Quando il docente entra in classe, tutti quanti hanno il dovere di alzarsi in piedi”, sostiene il neoeletto presidente francese. Ho riflettuto su questo enunciato, perché credo nello Stato, nel concetto di autorità e sono cresciuta con un’idea positiva della gerarchia. Ma la gerarchia presuppone il rispetto. Proprio in ragione della stima che ho delle istituzioni, a malincuore, devo ammettere che nella scuola italiana non abbiamo solo il problema dei bulli e delle pupe, ma abbiamo anche il dilemma di una classe insegnante che non è capace di guadagnarsi il rispetto dei propri alunni. Penso che in molti, me compresa, se potessero tornare indietro agli anni del liceo non si alzerebbero volentieri di fronte ad alcuni docenti per i quali non potevano avere nessuna stima.
Un altro aspetto da approfondire. Prima del ‘68 i ragazzi erano semplicemente una categoria anagrafica, ma dopo il ‘68 diventano una categoria sociologica ed il dato anagrafico è assolutamente superfluo. Oggi in Italia si è giovani fino a 45 anni. Se oggi aprite i giornali e leggete la cronaca, titoli come: “investita ragazza di 39 anni” rientrano nella normalità. Quando sono stata eletta parlamentare, quindi ben prima di essere nominata vicepresidente alla Camera dei Deputati, Il Magazine del Corriere della Sera mi ha dedicato la sua copertina perché c’era la sensazionale notizia di una 29enne in Parlamento.
Non credo che a 29 anni si sia più così ragazzini: a trent’anni Alessandro Magno aveva già conquistato la Persia, Arthur Rimbaud aveva scritto tutte le sue poesie da un decennio. Insomma, solamente oggi a 29 anni si è tanto giovani da essere quasi considerati incapaci di intendere e di volere. Si tratta, certamente, di un retaggio culturale odioso del ‘68, ma va anche detto che c’è una grave corresponsabilità da parte della mia generazione perché se si cresce con il mito del “tutto e subito”, non si è più disposti a battersi per nulla.
Non è solo una questione di “settore sociale”, ma è una vera e propria emergenza nazionale. Uno dei problemi più discussi ed apparentemente irrisolvibili di questi tempi è l’incapacità del Parlamento italiano di rappresentare la reale composizione della sua società, sia in termini di genere che di generazione. Però rabbrividisco quando sento parlare delle quote arancioni o verdi o blu, cioè dell’ipotesi di prevedere nelle liste elettorali delle percentuali riservate ai giovani. Considero questa risposta la peggiore che si possa dare loro, perché se alle persone non si insegna a lottare, a battersi, a sacrificarsi per raggiungere degli obiettivi, non riusciremo mai a ribaltare quelle che sono, a mio avviso, le degenerazioni culturali che il ‘68 ci ha lasciato. È esattamente partendo dalla responsabilità e dalla responsabilizzazione di ciascuno di noi che le cose potranno cambiare.
E su questo di nuovo il presidente Sarkozy ha offerto una lettura davvero interessante: “lo Stato ti aiuta, se tu dimostri di volercela mettere tutta. Lo Stato non ti aiuterà, se tu pensi che esso debba coprire le tue carenze, la tua assenza di volontà”. E’ questo ciò che noi dovremmo fare in Italia e trasmettere alle giovani generazioni.

“DOLORE E ORGOGLIO”

Novembre 24, 2007 on 2:55 pm | In AG Aversa | No Comments

 

 

Speriamo solo che un giorno finiremo di contare i nostri eroi…grazie per aver tenuta alta la nostra bandiera…Ciao Daniele…

Peppe Presidente della Consulta provinciale degli Studenti

Novembre 15, 2007 on 3:47 pm | In AG Aversa, Azione Studentesca | 4 Comments

Un’altra grande vittoria della nostra comunità!
Fategli gli auguri:
www.lucariello.org

COMUNICATO STAMPA
CASERTA. Giuseppe Lucariello è il nuovo Presidente della Consulta provinciale degli studenti con 43 voti contro i 30 del secondo.
Giuseppe Lucariello è un esponente di Azione Studentesca, l’organizzazione degli studenti di Alleanza Nazionale, oltre ad essere vicepresidente di Azione Giovani Aversa e vicepresidente uscente della Consulta: “è stata una grandissima soddisfazione non solo personale, ma in primis per la comunità militante di Azione Studentesca alla quale appartengo dall’età di 15 anni. L’anno scorso sfiorai la presidenza per un solo voto, quest’anno ci sono riuscito. Adesso dovrò assolvere al meglio il mio nuovo incarico. Lo farò cercando di declinare nel migliore dei modi le idee ed i valori della mia comunità di appartenenza”.
Grande gioia per tutta la comunità della giovane destra: auguri a Lucariello sono giunti da Michele Pigliucci, Presidente nazionale di Azione Studentesca, Gianmario Mariniello, Dirigente nazionale di Azione Giovani, Luigi Di Gennaro, Dirigente nazionale di Azione Universitaria, Dario Mattucci, Presidente provinciale di Azione Giovani, Bartolo Luongo, Presidente provinciale di Azione Universitaria, Dino Carratù, Dirigente provinciale di Azione Giovani, Michele Russo, Consigliere degli Studenti della SUN, Rolando di Martino, Responsabile cittadino di Azione Studentesca e da tutta la comunità aversana di Azione Giovani ed Azione Studentesca.

UNA FAVOLA SUI NOSTRI EROI

Novembre 12, 2007 on 10:24 pm | In AG Aversa | 5 Comments

di Rolando di Martino
Vi devo raccontare una storia…

Alle sei del mattino squilla il telefono in una delle case della nostra amata città:è il telefono di una mamma,una dolcissima mamma in apprensione per il gioiello della sua casa,suo figlio. La chiamata è breve,è possibile sentire solo “Mamma,scusa l’orario,volevo solo avvisarti che è tutto a posto,sto bene”;queste parole rincuorano al donna in pena per il figlio lontano,impegnato di pattuglia in una parte d’Italia che il ragazzo non ha voluto rivelare alla madre;ma la brevità del messaggio preoccupa la signora:in genere le chiamate sono molto più lunghe,il figlio approfitta di quelle rare volte in cui ha tempo per chiamare in modo da poter restare quanto più tempo possibile al telefono,in modo da raccontare alla mamma tutto quello che aveva fatto,in modo da sentire più vicino lei,il gioiello della sua vita. Ma stavolta no,la chiamata era stata molto,molto breve.
Qualche ora dopo la donna ha scoperto il perché. Umberto era stato mandato di pattuglia allo Stadio Olimpico di Roma,in seguito alle rappresaglie dovute all’uccisione accidentale di un giovane tifoso da parte di un poliziotto a margine di tensioni su un autogrill presso Arezzo,la mattina stessa di quella brutta domenica. Il poliziotto ha fatto partire accidentalmente un colpo dalla sua pistola,colpo che ha trafitto il collo del giovane Gabriele Sandri.Conseguenza?migliaia di tifosi,forse 10.000,si sono riversi nella capitale devastando tutto quello che avevano a tiro,radendo quasi al suolo la sede del CONI,attanagliando le forze dell’ordine,distruggendo buona parte della questura,assalendo molte e molte caserme dei carabinieri,polizia,senza risparmiare macchine autobus e cassonetti:oramai di Gabriele Sandri non ci si ricorda nemmeno più tra gli ultras,un esercito impazzito votato oramai non alla memoria di un ragazzo,vittima ma certamente non eroe di una guerra,ma piuttosto alla distruzione insensata,alla follia.
Conseguenze?Viene mandato l’esercito in forza all’Olimpico,dove i tifosi stanno distruggendo tutto e sfidano lo Stato,le forze dell’ordine;ma visto che la mattina è stato uno sporco poliziotto ad uccidere un ragazzo,visto che lo Stato non può far vedere che le forze dell’ordine girino ancora armate contro un esercito impazzito i militari vengono mandati disarmati,a mani nude,senza nemmeno un manganello,uno scudo protettivo,nulla.Dovrebbero restare fermi davanti lo Stadio,ad evitare il peggio.A mani nude,senza uno scudo protettivo.Conseguenze?decine di migliaia di ultras caricano l’esercito,disarmato;Umberto e gli altri suoi compagni di reparto cercano di far barriera,riparando anche chi viene dietro di loro,ma l’esercito impazzito,quello degli ultras,quelli del povero ragazzo morto,caricano,gettano a terra i militari;loro hanno bastoni,sassi,mazze,uno di loro getta un masso,un carabiniere ne resta travolto,cade a terra.
Anche Umberto è a terra,10,forse 20 tifosi lo prendono a calci,quando si rialza viene raggiunto dai pugni e quando ricade sente quello che per i tifosi,forse è il vero calcio:quello in faccia ad uno “sbirro”. Umberto pensa alla mamma,alle sue mani che lo coccolavano da bambino anche solo per proteggerlo dal vento,adesso per proteggersi confida nell’elmetto fatto preda della furia cieca:”è resistente,almeno questo”pensò,ma sotto l’ennesima manganellata data con furore da un pazzo che inveiva contro di lui ormai a terra ed inerme il copricapo protettivo si apre come una mela:la testa di Umberto diventa un tamburo su cui gli ultras suonano la musica infernale dell’odio,battono colpi su colpi e non è certo il sangue a spaventarli,il sangue che ormai colora le loro bacchette,i loro manganelli.Ora ad Umberto restano le dita sulla sua testa,tra un rivolo di sangue apre gli occhi e vede che al suo amico non va meglio:sembra morto,a terra;ma,come gridano i tifosi “la morte è uguale per tutti”e loro stavano facendo assaporare questo diritto anche a lui,così Gabriele sarebbe stato contento,no?Le fragili dita contro le mazze cedono e la testa è in balia della folla,mentri calci allo stomaco gli fanno sentire in gola le budella,lo stomaco come una busta,come un sacco boxe ormai svuotato ma che un pugile incazzato continua a colpire,il corpo un sacco gettato a terra preso troppe volte a calci,la divisa un lenzuolo su cui pareva avvolgersi un bambino che ha freddo,che ha paura,non del buio,non più del mostro,ma del nemico,del sangue che adesso macchia la sua divisa e che sperava non fosse il suo.Poi viene alzato,oramai non controlla più nemmeno la paura e le emozioni e lascia che sia il vento l’unica cosa che potesse sentire sul suo volto.Invece si accorge che era l’ambulanza,o almeno quella che era rimasta dell’autoambulanza,perché la morte è uguale per tutti,no?Ormai è in salvo,crede. Lo stanno portando in ospedale,crede. E’ quasi mattino,crede. E’ vivo,crede. Spera. Non ha sentito sua madre,sa che è in pensiero per lui e aspetta una sua chiamata in qualsiasi momento ,anche alle sei di mattina,la sera prima sapendo del pericolo non ha voluto dirle con precisione dove andava:si sarebbe solo spaventata,ma ci aveva tenuto a dirle che era un pattugliamento difficile,per prepararla al peggio.
Adesso aveva voglia di sentire la sua voce,aveva voglia di sentirsi ancora una volta coccolato come quando da bambino aveva paura del buio,del mostro cattivo,solo che adesso i mostri cattivi sono uomini,ragazzi come lui,arrabbiati con lui,col suo elmetto,con la sua testa.Ma non vuole farla preoccupare.Ad ogni squillo sente il profumo di casa e la speranza che potesse sentire il caldo della sua voce a riscaldargli il cuore,in quel momento;poi pensa che la vuole troppo bene per farle credere che il suo bimbo,il suo gioiello ora fosse coperto di sangue,che il gioiello che lei ha tenuto con se con cura per tanto tempo fosse stato buttato in aria e strappato così come si fa con uno scarto,come l’ultima delle pietre. Allora ci pensa su,poi quando sente dall’altra parte del ricevitore alzarsi la cornetta dice:” Mamma,scusa l’orario,volevo solo avvisarti che è tutto a posto,sto bene”;chiude il telefono,il primo che aveva trovato chiedendolo ad un portantino,attacca,sa che sua madre c’è ancora, e che un giorno l’avrebbe coccolato di nuovo;ma adesso è il momento di riposare,di stendersi su quella dannata barella,andare in Ospedale e vedere che sarà di lui,con la voce calda di sua madre nelle orecchie che lo accompagna e sapere che lui l’aveva sentita quando ne aveva bisogno;che lei adesso era calma e non era preoccupata ,e questo lo rendeva felice.
Umberto è mio cugino,la madre mia zia.La telefonata aveva insospettito tutti noi,la notizia ci ha squarciato dentro.Adesso mio cugino è in ospedale,non sa che sarà di lui;il suo amico è stato rimandato a casa,è grave,non si sa nulla di lui,di che sarà di lui.Oggi è il 4° anniversario della strage di Nassyria:altri militari,che hanno avuto la peggio però,per difendere la loro Patria e il suo onore sono stati uccisi,e altro non chiedevano di essere amati così come loro amano il loro Paese.Penso ai nostri militari e mi commuovo,penso a mio cugino,alle sue mani che mi stringevano quando lui era il mio “cugino grande” e mi teneva stringendo le mie mani nelle sue,le stesse che adesso erano ricoperte del suo sangue e che invane avevano cercato di difendere la sua testa,quella su cui spesso mi aveva portato a cavalcioni.Penso a quando mi spiegava le cose,mi proteggeva;e penso alle mani del nostro esercito,dei nostri carabinieri e dei nostri poliziotti e di tute le forze dell’ordine che ci tengono per mano e ci proteggono, e penso allo schifo di ieri,allo schifo del calcio:quello in faccia a mio cugino e quello che sta negli stadi,a quello che è diventato.
Amo i miei militari,amo il mio Paese,amo chi lo difende,amo chi mi difende;odio chi lo odia,odio chi lo sostituisce,odio la mafia,la camorra,il tifo cieco in nome di un ragazzo che certamente non avrebbe voluto tutto questo,odio quello che sta succedendo,perché è odio allo stato puro.
Il ragazzo è una vittima, ma non un eroe, quelli lo sono coloro che muoiono per la Patria, sono i nostri militari, i nostri angeli.

Azione Studentesca Aversa vince ancora!

Novembre 12, 2007 on 5:26 pm | In Aversa, Azione Studentesca | 1 Comment

Il periodo positivo continua: oggi è stato eletto rappresentante d’Istituto del Liceo Classico il nostro Armando di Chiara. 207 voti ed un successo che conferma il grande lavoro di Azione Studentesca ad Aversa. Ed adesso aspettiamo gli altri Istituti: post in progress!

NON COSI’,NON COSI’…

Novembre 11, 2007 on 8:18 pm | In AG Aversa | 1 Comment

di Rolando di Martino,Responsabile Azione Studentesca…tifoso di calcio! 

Non così,non così…non deve essere così il modo in cui il mondo del calcio reagisce alla tragica morte di Gabriele Sandri,non così stupidamente.Alla famiglia del ragazzo,tifoso laziale e noto dj,vanno il nostro cordoglio e il nostro rammarico per una vita spezzata così barbaramente,ma è da idioti,adesso,prendersela col mondo delle forze dell’ordine;le stesse forze che scortano spesso le tifoserie ospiti e evitano il peggio,le stesse forze dell’ordine che tutelano gli stadi,le stesse forze dell’ordine che mesi fa per placare gli animi di quattro stupidi si sono fatte prendere a sassate,a bastonate,le stesse forze dell’ordine a cui apparteneva l’isp. Raciti,ucciso da uno stupido.A dirlo è un tifoso del calcio,un amante della propria squadra,ma è da stupidi,da perfetti idioti,adesso,prendersela con l’intero corpo armato,lo stesso corpo che ci ha sempre difesi,per un incidente;chi grida “10,100,1000 Raciti” è 10,100,1000 volte stupido;così si rischia di brutto,si rischia l’imbarbarimento totale del mondo del calcio,un mondo certamente di principi,certamente di regole,ma soprattutto di passione e la passione non può diventare ostacolo della realtà,altrimenti si trasforma pericolo.Lancio un appello ai tifosi:quello di calmarsi!Siamo tutti addolorati per la perdita di Gabriele,emblema di amore per la propria squadra,uno di quei amori che non chiede niente in cambio se non un sorriso per una vittoria,per un gol;ma siamo civili,non siamo irrazionali:chi ha sbagliato pagherà,ma le forze dell’ordine sono i nostri angeli custodi,come dico sempre;Il calcio è per molti più di una passione,non trasformiamola in violenza,altrimenti rischiamo di perderlo.

La colpa non è della polizia,così come non è di Gabriele.Siamo razionali,non siamo stupidi.Calmiamoci e le cose andranno meglio!

Azione Casa, un progetto interessante. AG Aversa aderisce!

Novembre 8, 2007 on 12:12 pm | In AG Aversa, Azione Giovani | 3 Comments

Il progetto AZIONE CASA si articola in tre fasi.
La prima, denominata “riscatto di proprietà”, che ricalca la proposta già presentata nel Lazio dall’On. Fabio Rampelli, prevede che il canone mensile che le famiglie pagano attualmente nelle case popolari non sia a fondo perduto ma serva per riscattare il valore dell’immobile. Quando una famiglia avrà versato all’ente proprietario delle “case popolari” una somma di denaro equivalente al valore dell’immobile, diverrà automaticamente proprietaria di esso. Le famiglie che oggi vivono nelle “case popolari” con la prospettiva di un affitto mensile da pagare per tutta la vita, potranno così avere la certezza di diventare proprietarie di una casa.
La seconda fase si caratterizza come una valida soluzione alternativa per abbattere i costi di progettazione degli immobili. Basterà infatti che i progetti di edilizia popolare vengano realizzati dagli studenti delle facoltà universitarie di Ingegneria ed Architettura durante i loro percorsi di studio. In questo modo, attraverso una sana competizione tra futuri professionisti, si otterrebbero progetti per nuovi lotti residenziali a costo zero, favorendo inoltre l’osmosi tra mondo didattico e mondo del lavoro.
Anche sul fronte dei costi di costruzione il progetto Azione Casa presenta una strada percorribile. Se gli enti locali competenti provvederanno all’acquisizione di terreni di proprietà demaniali sulle quali edificare nuovi alloggi, questi saranno logicamente a costo zero. L’assegnazione delle casa popolari dovrà seguire dei criteri che prevedano punteggi superiori per le famiglie italiane e la possibilità di accedere alle graduatorie soltanto per quegli immigrati che abbiano almeno cinque di residenza nel Comune di riferimento.
Azione Casa non si ferma agli alloggi popolari e presenta una proposta che già era stata inserita nel Patto coi Giovani presentato dalla Cdl nelle ultime elezioni politiche. Il nostro progetto prevede infatti che sia consentito, attraverso un apposito provvedimento legislativo, l’accensione di mutui a tasso zero per i primi cinque anni e a tasso agevolato per gli anni successivi, da parte delle giovani famiglie che intendano acquistare la prima casa. Sarà poi la “Cassa Depositi e Prestiti”, istituita con apposita legge, a provvedere a coprire l’intero tasso di interesse per i primi cinque anni, e la differenza tra il tasso di mercato e quello agevolato, non superiore al 2%, fino all’estinzione del mutuo.

Le vittime di Che Guevara

Novembre 7, 2007 on 4:47 pm | In comunisti | 2 Comments

GRAZIE RAGAZZI

Novembre 5, 2007 on 4:00 pm | In AG Aversa | 3 Comments

Siete il nostro orgoglio…
Portate con onore i nostri colori nel mondo
rischiate la vostra vita per noi,per il nostro Paese
a cui non chiedete altro di essere amati così come voi lo amate…
10,100,1000 volte grazie,ragazzi!
Siamo con voi!

Cuore Napoli:Napoli Reggina 1-1

Novembre 5, 2007 on 3:30 pm | In AG Aversa | No Comments

Riprende la nostra “rubrica” che ogni lunedì ci vede commentare la partita di campionato della nostra squadra del cuore:il Napoli.Domenica al San Paolo la squadra di Mr. Reja ha dimostrato di arrivare col cuore lì dove la soforuna o la stanchezza non porta.La partita si mette male al 54′,quando Vigiani insacca Iezzo dopo che la partita è stata ominata da un Napoli in ottima forma;poi con l’innesto di Calaiò e Sosa il Napoli ha cercato continuamente il vantaggio,ma quando al 67′ l’arciere azzurro si è visto parare un calcio di rigore(fallo su Lavezzi)da un ottimo Campagnolo,tutti hanno pensato ad una partita”stregata”,una di quelle in cui la palla non vuole proprio entrare :( .Ma poi El Poccho Lavezzi,il nuovo idolo della formazione partenopea(e ogni giornata dimostra sempre di più di meritarlo)con una freddezza da tiratore scelto ha insaccato il portiere amaranto,riportando tutto in parità all’89′ di gioco.

Meno male,ma il Napoli meritava di più..pensiamo alla salvezza,questo è il nostro primo obiettivo,poi il Napoli ha già dimostrato di essere una grande società e il resto verrà da sè…Forza Azzurri! ;)

Veltroni vuole più rumeni. Ma anche meno

Novembre 1, 2007 on 3:00 pm | In Sinistra | No Comments

«Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: “Un rumeno fa una rapina”. Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006.

«Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo. Ritengo che l’Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni, oggi, 31 ottobre 2007.

Thanx to A Conservative Mind

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