Il fatto del giorno - Raccomandazioni o meritocrazia?
Luglio 2, 2008 on 3:32 pm | In AG Aversa |Oggi “Il fatto del giorno” si occupa di un problema molto sentito nella quotidianità, soprattutto dai noi giovani, vittime o responsabili innocenti di tale reato: le raccomandazioni! Si tratta di una pratica, largamente diffusa in Italia, di segnalare qualcuno con il chiaro intento di porlo in una situazione di vantaggio di rispetto ad altri in particolari situazioni (selezioni, concorsi, etc.).
Purtroppo tale meccanismo imperversa molto nella amministrazione pubblica e anche nella scuola italiana. Ad onor del vero l’Italia è un paese secondo solo a pochi per corruzione nell’ amministrazione pubblica tanto da essere definita dall’ allora presidente della Russia Putin: “culla della mafia”, allorché fu accusato di essere un liberticida. Ma le raccomandazioni esistono in tutti i paesi? E in Italia sono più diffuse in alcune zone?
Al primo interrogativo mi è un po’ difficile rispondere perché non ho mai avuto esperienze personali di questo genere, ma sembra da ciò che traspare dai media che altrove si tende a favorire l’ inserimento e il successo per meritocrazia. In buona parte dell’ Europa centro-occidentale, alla base delle assunzioni c’è sempre meritocrazia e efficienza. Nel Regno Unito la parola recommendation che richiama il vocabolario italiano raccomandazione assume solo il valore di referenza, cioè di attestato delle capacità e competenze di un individuo, come avallo della sua bravura. In tal caso la raccomandazione è solo la garanzia del merito di un individuo.
Diversamente in Italia la situazione è molto differente e per rispondere al secondo interrogativo forse è più eloquente farlo con un ragionamento logico. Laddove è più radicata la malavita e quindi la corruzione, lì le raccomandazioni sono più allignate, pertanto queste sono molto comuni in Italia e ancor più- come sempre- nel Mezzogiorno.
Ma questo ultimo è solo un sillogismo che forse banalizza un’ abitudine che ha radici culturali più profonde che si fondono addirittura nei costumi clientelari degli antichi Romani. Non a caso la raccomandazione in Italia privilegia i circuiti familiari tramite il nepotismo, per la quale il membro importante di una famiglia - e in senso lato di una casta - favorisce un membro della stessa “ famiglia”.
Tale pratica, purtroppo, è talmente diffusa che può colpire un ragazzo sin da piccolo, già delle scuole elementari, spesso inconsapevole delle manovre dei suoi genitori “ educatori”. L’ emblema della raccomandazione per i giovani è l’ esame di Stato, così come i concorsi di ammissione alle università a numero chiuso.
Qualche giorno fa a Battipaglia in provincia di Salerno un professore membro di una commissione d’ esame è stato minacciato di morte se non avesse promosso tutti. Ebbene questo avvenimento non solo conferma il sillogismo precedente, ma è anche segno che la raccomandazione è il segno più vile della tracotanza e dell’ indolenza dell’ uomo, che preferisce rinunciare a mettere in campo le proprie capacità in una sana, meritocrazia- e forse più soddisfacente- competizione. E voi maturandi che ne pensate: meglio un bel 100 non sudato, o voto un po’ più basso con i complimenti della commissione e la coscienza di averlo meritato?
I vostri commenti sono molto graditi, perché forse è più diffuso di quanto sembri la volontà di emergere per le sole proprie capacità. Al prossimo numero.
Pasquale Pellegrino
3 Commenti »
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è giusto prendere quel che si merita : i raccomandati non mi sono mai stati simpatici
Commento di Giuseppe Lucariello — 8 Luglio 2008 #
A parte i commenti,devo fare i complimenti a Pasquale per aver fatto una cosa interessante..
Bravo Pasqualì…
Commento di AG Aversa — 11 Luglio 2008 #
Grazie per i complimenti spero di non deludervi.
Commento di Pasquale P — 11 Luglio 2008 #