Le tasse NON sono bellissime. La lezione di Barry Goldwater
Ottobre 8, 2007 on 7:59 am | In Tasse, Goldwater | 2 CommentsSiamo stati indotti a considerare le tasse come semplice problema di finanze pubbliche: di quanto danaro ha bisogno il Governo? Siamo stati indotti a trascurare, e spesso a dimenticare del tutto, il rapporto fra le tasse e la libertà individuale. Siamo stati persuasi che il Governo ha un diritto illimitato sulle ricchezze dei cittadini e che l’unica questione sia di vedere quanta parte di questo suo diritto il Governo debba pretendere. Mi sembra che il contribuente (…) abbia perduto la fiducia nel proprio diritto al suo danaro. Nella sua resistenza alle forti tasse, egli è stato frenato dalla sensazione di essere obbligato, come cosa logica e normale, ad acconsentire a qualsiasi pretesa il Governo decida di avanzare sul suo danaro.
Mi sembra che la verità sia assai diversa. Il Governo non ha affatto un diritto illimitato ai guadagni degli individui. Uno dei principali precetti della legge naturale è il diritto dell’uomo al godimento e all’uso della sua proprietà. E i guadagni dell’uomo sono sua proprietà non meno della sua terra e della casa in cui vive. In verità, nell’èra industriale, i guadagni sono probabilmente la forma prevalente della proprietà. È stato di moda durante gli anni recenti sminuire i “diritti di proprietà” associandoli all’avidità e al materialismo. Questo assalto ai diritti di proprietà è infatti un assalto alla libertà. È un altro esempio della incapacità moderna di concepire l’uomo integrale. Come può essere veramente libero, un uomo, se gli si negano mezzi per esercitare la libertà? Come può essere libero, se i frutti del suo lavoro non sono a sua disposizione perché ne faccia quel che più vuole, ma vengono trattati, invece, come parte d’un fondo comune di ricchezza pubblica? La proprietà e la libertà sono inseparabili: quando il Governo, sotto forma di imposte, porta via la prima, esso invade anche l’altra.
Barry Goldwater
Se in AN si inizia a citare Barry Goldwater…
Febbraio 21, 2007 on 9:01 am | In Goldwater, Alleanza Nazionale, Italo Bocchino | 4 CommentsSembravamo dei visionari: “ma chi è ’sto Goldwater”, ma “non potevate intitolarlo a qualcun altro?”, ci dicevano… Poi invece si apre il dibattito sui contenuti in AN ed esce fuori proprio lui, Barry Goldwater! Se avevamo visto giusto non lo sappiamo, ma siamo contenti di aver dato il nostro piccolo contributo sulla strada di una destra italiana in linea con tutte le destre occidentali. Senza suggestioni sinistrorse o politeiste.
di Italo Bocchino*
Caro direttore, alcuni giorni fa sul Secolo, in prima pagina, è apparso un corsivo dal titolo “L’impossibilità di definirsi conservatori”. Ho riflettuto molto sulla natura di quelle poche righe. Per qualcuno potrebbero essere un semplice contributo di idee, uno dei tanti, in questa fase di grande effervescenza culturale di Alleanza nazionale. Non per me. È un errore, a mio avviso, sostenere che il nostro non è un partito conservatore. È un vulnus al percorso di avvicinamento della destra italiana al Ppe. È un danno all’immagine di un leader conservatore di caratura europea come Gianfranco Fini.
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